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Il Progetto

Già nel lontano 1993 l’allora ministro Sabino Cassese avvertiva la necessità di sburocratizzare la Pubblica Amministrazione a partire dall’abbandono di un linguaggio troppo distante dal cittadino e dalla sua vita quotidiana.
Da allora una serie incessante di riforme codificate in leggi, regolamenti, linee guida, norme tecniche e decreti attuativi, hanno incalzato la Pubblica Amministrazione sul terreno della semplificazione e della trasparenza per rendere la vita del cittadino libera dal rincorrere i “tempi” infiniti e i “procedimenti” incomprensibili degli enti pubblici.
Nel 2005 è stato varato il C.A.D., “Codice dell’Amministrazione Digitale” che probabilmente è la legge più rivoluzionaria dopo la Costituzione e che declina un insieme di diritti che potrebbero davvero essere la frontiera di un rapporto moderno tra i cittadini, le imprese, i professionisti e la Pubblica Amministrazione. Perché questa rivoluzione si compia occorre, però, da parte dei cittadini la consapevolezza dei loro diritti nei confronti di un rapporto digitale con la Pubblica Amministrazione e da parte della Pubblica Amministrazione la volontà di erogare davvero servizi ai cittadini non soltanto per aspetti di immagine, ma per questioni estremamente concrete: sburocratizzare, digitalizzare e rendere più efficiente.
Di fronte alle “rivoluzioni” non si è mai pronti, ma se si aspetta di essere pronti le rivoluzioni non verranno mai fatte.
Il Progetto muove i primi passi proprio da quest’ultima considerazione, il compito che ci attendeva e che ancora ci attende è improbo: recuperare memorie, mappare, catalogare, rilevare, mettere in relazione aspetti dimenticati, presenti, quando presenti, in maniera disordinata, fare dialogare e interagire rami diversi di un’organizzazione complessa, standardizzare, ma soprattutto cambiare i processi e la mentalità delle persone, ed è questa la vera sfida da vincere.
Il contesto è quello di una organizzazione in larga parte impreparata al cambiamento, priva degli strumenti culturali, carente nelle competenze, a corto di motivazione, ma inesorabilmente costretta, ed in tempi celeri, a rispondere alle mille istanze che arrivano dall’esterno e che chiedono sostanzialmente modernità ed efficienza.
Ecco allora il “Geoportale” quale strumento di interfaccia tra cittadino e Pubblica Amministrazione, quale fulcro di un processo di divulgazione attiva e partecipata degli “open data”, patrimonio di tutti e a tutti dedicato.
Qualsiasi attività umana incide sul territorio, su di esso lascia segni indelebili, compie trasformazioni, comporta interrelazioni. Partiamo dal “banale” numero civico, identifica una abitazione ma anche una persona che vi abita, che è un cittadino destinatario di servizi, ma anche un contribuente, un componente di un nucleo familiare, un lavoratore, un possessore di beni e altro ancora.
Questo esempio mostra quante relazioni può contenere un semplice punto (numero civico) geolocalizzato su una mappa.
Pensiamo allora di popolare questa mappa con le strade, i sottoservizi, gli impianti pubblici, le scuole, le attività produttive, tutti gli aspetti fisici del territorio, torrenti, crinali, versanti, costa, immaginiamo di sovrapporre tutti gli strumenti di pianificazione a partire dallo strumento urbanistico, dove ogni dato territoriale porta con se tutti i propri dati caratteristici che sono gli uni e gli altri in qualche relazione. Ebbene con gli strumenti informatici del GIS è facile indagare queste relazioni ed estrapolare elaborazioni altrimenti impossibili da effettuare.
L’accumulazione strutturata delle informazioni costituirà, nel tempo, una sorta di memoria collettiva sganciata dalla memoria degli operatori molto spesso unici depositari di conoscenze e di fatti che non sono disponibili come dati oggettivi fissati su sopporti universalmente consultabili, aggiornabili e distribuibili.
Il progetto GeoPortale ha una data di inizio ma non ha una data di fine perché, per definizione, questo strumento è un sistema aperto ed espandibile, in continuo aggiornamento, con connessioni interne ed esterne, con il fine di uniformare e condividere i dati a disposizione.

 

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